CONTRADA MENDOLITO
Luogo magico e incantevole, zona archeologica, grazie ai ritrovamenti di un antico insediamento che risale al VI secolo a.C., denominato città del Mendolito, oggi terreno fertile per le sue coltivazioni
La contrada Mendolito è un territorio vulcanico situato alle pendici dell'Etna, nel quale i nostri uliveti vivono in un contesto particolare, caratterizzato dalla vicinanza del fiume Simeto, da un clima invernale pressoché mite. Il "ponte dei Saraceni", tra i ponti più belli d'Italia, si trova a pochi passi dalle nostre coltivazioni. La caratteristiche di questo territorio sono i terrazzamenti in pietra lavica a pianta regolare, all'interno dei quali le diverse tipologie di piante si sono ben adattate da diversi secoli a questa parte. Qui le olive vengono raccolte entro il mese di Ottobre.
GALLERIA FOTO CONTRADA MENDOLITO
Un percorso fotografico in uno dei luoghi più incantevoli della città del Mendolito, tra i nostri ulivi, ficodindia e tra le rive del fiume Simeto
VIENI A VISITARE I NOSTRI ULIVETI IN CONTRADA MENDOLITO
In questi video potrai osservare alcuni tratti culturali della città del Mendolito, il ponte dei Saraceni, i nostri uliveti e tutte le altre coltivazioni biologiche.

MURETTI MENDOLITO
I muretti a secco secolari di questi territori sono caratteristici per la loro pianta ortogonale. Ogni pietra posizionata nel muretto permetteva di liberare prezioso spazio per le piante.
ANTICA CIVILTA'
I nostri uliveti sono stati piantumati in terreni caratterizzati da pietre laviche che nei secoli sono state lavorate dai nostri antenati.
FICODINDIA MENDOLITO
Nelle terrazze ortogonali, anche i Ficodindia hanno trovato il loro spazio. Le loro radici aggrediscono il terreno lavico insidioso.
PONTE DEI SARACENI
Nella contrada Mendolito sorge il Ponte dei Saraceni, annoverato tra i 30 ponti più belli d'Italia.
TRA LE LAVE DI MONTE MINARDO
Un'eruzione eccentrica dell'Etna avvenuta nel 160-190 a.C. ha modificato il percorso del fiume Simeto, creando un paesaggio unico.
LA CITTA' DEL MENDOLITO
Un antico insediamento che risale al VI secolo a.C.
In una delle aree più estese della Sicilia, circa 80 ettari di superficie, è stata scoperta una città anellenica, denominata oggi Città del Mendolito. Grazie alla fertilità del terreno e alle fonti idriche abbondanti, gruppi umani decisero di insediarsi proprio in questa area, non distante dal fiume Simeto. Si tratta di una sviluppata civiltà del bronzo, ciò è testimoniato dai diversi ritrovamenti in questo sito, soprattutto il più importante di circa 800 Kg di bronzi, rinvenuto in un fondo agricolo, in modo del tutto casuale. Si trattava di un ripostiglio nel quale furono rinvenuti lingotti di bronzo, cinturioni, asce, coltelli, ecc. Diversa parte di questo materiale fu ritrovata dall'archeologo Paolo Orsi e successivamente destinata al Museo di Siracusa. Il noto archeologo capì subito che l'area era di notevole interesse storico, dal momento che rinvenne capitelli in pietra lavica, iscrizioni e vasi di terracotta.
Nel 1962 la Soprintendenza di Siracusa scoprì la porta di ingresso della città e la sua cinta muraria. In una parete laterale della porta fu ritrovata una pietra con una scritta incisa, ancora oggi non decifrata, ma che può essere ammirata nel Museo "Paolo Orsi" di Siracusa. La porta, visibile ancora oggi in contrada Manganelli, è composta da due torri che con molta probabilità era guarnita da uno strato di tegole nella parte superiore. Sempre in contrada Manganelli furono trovate 15 tombe a forma circolare, con una cupola, che facevano parte di una necropoli.
Con molta probabilità il sito fu abbandonato dopo le colate laviche scaturite da eruzioni eccentriche, che nel periodo compreso tra il 160 e 190 a.C. lambirono la Città del Mendolito e deviarono il fiume Simeto, creando un muro di lava imponente che separò definitivamente la città dalla sua fonte principale di acqua.
Oltre al Museo regionale "Paolo Orsi" di Siracusa, diversi riperti archeologici possono essere ammirati anche nel Museo regionale "Saro Franco" di Adrano, nel suggestivo "Dongione" (castello Normanno), in piazza Umberto ad Adrano (CT).


















